Immagina un angolo di verde, due luci calde al tramonto, il vapore che sale lento. Non serve una villa, basta uno spazio raccolto e l’idea giusta: trasformare un pezzo di giardino in un rifugio d’acqua calda e silenzio.
Da qualche anno osservo una piccola rivoluzione domestica. Chi ha un cortile o un terrazzo prova a ritagliarsi un luogo per respirare. La molla non è il lusso, è la routine che chiede tregua.

La SPA in giardino nasce così: come risposta concreta a giornate lunghe. Ho visto un vicino usare un metro scarso accanto al roseto. Ha messo due pannelli frangivista, una lampada a 3.000 K e una vasca con idromassaggio a quattro posti. La sera, quel quadrato di terra sembra un rifugio di montagna.
Quanto spazio serve davvero? Per un modello compatto a 2–4 posti bastano circa 2×2 metri e un passaggio libero per la manutenzione. Conta più la base di appoggio: dev’essere piana, drenante, con portata adeguata. A terra, un pavimento in cemento spazzolato o grigliato composito funziona bene.
In terrazza, la verifica statica di un tecnico è obbligatoria: una piscina idromassaggio piena può superare una tonnellata. La privacy aiuta il relax: una siepe di lauro, un canniccio o una pergola leggera schermano senza appesantire.
I passaggi chiave per una SPA in giardino
Scegli il tipo. Le SPA da esterno gonfiabili sono economiche e rapide (da circa 1.000–3.000 €), ma meno isolate. Le rigide in acrilico offrono idrogetti più efficaci, isolamento superiore e lunga durata (mediamente 5.000–12.000 € per 4–6 posti). I modelli premium o incassati salgono di prezzo. Se l’informazione sui materiali non è chiara, meglio non procedere: l’assenza di schede tecniche è un segnale.
Prepara la base. Spessore adeguato, superfici antiscivolo, pendenza minima per lo scolo. Evita ghiaie mobili: con il peso, cedono.
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Gestisci l’elettrico. Serve una linea dedicata con magnetotermico e differenziale da 30 mA, messa a terra e grado di protezione per esterni. Affidati a un elettricista abilitato e rispetta le norme di sicurezza; improvvisare qui non è un’opzione.
Acqua e trattamento. Predisponi un punto di carico e uno scarico accessibile. L’acqua si mantiene con filtrazione e prodotti specifici: bromo o ossigeno attivo lavorano bene ad alta temperatura; il cloro va usato solo se dichiarato compatibile dal costruttore. Filtri: risciacquo settimanale; cambio cartuccia a necessità. Ricambio totale dell’acqua ogni 2–4 mesi, in base all’uso.
Consumi e comfort. I modelli ben isolati, con copertura termica e pompa a velocità variabile, si attestano spesso intorno a 5–8 kWh al giorno in clima temperato, con uso regolare; in inverno il valore può salire. I numeri variano per volume d’acqua, temperatura desiderata e meteo: verifica sempre la scheda energetica del produttore. Una pompa di calore dedicata può ridurre i consumi, ma non tutti i modelli la supportano.
Piccoli dettagli, grande differenza. Luci calde dimmerabili, legno a vista o compositi a bassa manutenzione, piante aromatiche (lavanda, rosmarino), un doccino per il pre‑bagno, ganci per accappatoi, una copertura con chiusure di sicurezza. Se vivi in condominio, controlla regolamento e orari; con i vicini il buon senso vale più di qualsiasi manuale.





