Fantasanremo 2026, cosa cambia quest’anno? C’è una novità che vi piacerà parecchio

Fantasanremo cambia ritmo. Meno caos, più scelte che pesano. Una novità silenziosa può rendere il gioco ancora più coinvolgente.

Il Festival si avvicina e, come ogni anno, torna anche quel gioco parallelo che trasforma il divano in una panchina e il telecomando in una lavagna tattica. Fantasanremo non è più solo un passatempo: è diventato un rito collettivo, una gara nella gara.

Fantasanremo
Fantasanremo 2026, cosa cambia quest’anno? C’è una novità che vi piacerà parecchio – ferrarafestival.it

Nel 2026 il meccanismo di base resta lo stesso. Si costruisce una squadra con 100 baudi, si scelgono cinque titolari, due riserve e un capitano. Ma è proprio sulla gestione della squadra che quest’anno arriva il cambiamento più interessante.

Non è una rivoluzione rumorosa. È una modifica sottile, ma capace di cambiare il modo di giocare. E infatti è anche quella che piacerà di più.

Gestione della squadra: meno caos, più testa

La vera novità dell’edizione 2026 riguarda i cambi di formazione. Niente più aggiustamenti continui sera dopo sera. I cambi saranno consentiti solo in due momenti precisi del Festival: durante la serata delle cover e prima della finale.

Tradotto in modo semplice: ogni scelta pesa di più. Non basta più inseguire l’hype del momento o correre a riparare dopo un malus inatteso. Serve pensare in anticipo, immaginare l’andamento delle serate, capire chi può esplodere e chi rischia di sparire.

È una regola che rende Fantasanremo più strategico e, paradossalmente, anche più divertente. Perché costringe a esporsi. E quando ci si espone, si gode di più.

La delicata scelta del capitano

Con i cambi limitati, anche la composizione della rosa diventa più ragionata. Le riserve tornano a contare davvero, non sono più semplici riempitivi. Avere un jolly a basso costo può fare la differenza quando serve coprirsi da un possibile malus o sfruttare una serata favorevole.

Il capitano, poi, è una scelta ancora più delicata. I suoi punti valgono doppio, nel bene e nel male. Puntare su un artista imprevedibile può portare un colpo grosso o un crollo verticale. E questa incertezza è parte del gioco.

Per chi ama sperimentare, resta ampia la libertà sulle leghe: ogni utente può creare fino a cinque squadre e partecipare a più competizioni. Una conservativa, una creativa, una totalmente fuori controllo. Ognuna con la sua logica.

Il bonus in memoria di Peppe Vessicchio

Tra i bonus introdotti nel regolamento 2026 c’è anche un riferimento speciale a Peppe Vessicchio. Un omaggio sobrio, senza effetti speciali, pensato per ricordare una figura che a Sanremo non è mai stata solo “di contorno”.

Beppe Vessicchio al festival di Sanremo
Il bonus in memoria di Peppe Vessicchio (AnsaFoto) – ferrarafestival.it

Vessicchio è stato una presenza silenziosa ma costante, uno di quelli che non rubavano la scena e proprio per questo la tenevano in piedi. Inserirlo nel Fantasanremo non è nostalgia forzata: è un modo per riconoscere che il Festival è fatto anche di volti che non cantano, ma restano.

Nel gioco, questo si traduce in un bonus simbolico, legato a momenti e citazioni che richiamano il suo stile e il suo ruolo. Poco rumore, molta sostanza. Un dettaglio che parla a chi Sanremo lo segue da anni, non solo da una classifica.

Bonus, malus e dettagli che fanno la differenza

Anche il sistema di bonus e malus è stato aggiornato. Non contano solo i piazzamenti o la classifica finale. Contano i momenti di palco, le trovate, le scelte stilistiche, tutto ciò che rende Sanremo quello che è.

Questo significa che un artista può diventare prezioso anche senza vincere. Basta essere nel posto giusto, al momento giusto, con l’atteggiamento giusto. È una lettura più “umana” del Festival, meno legata ai pronostici secchi.

Fantasanremo 2026 non cambia pelle, ma cambia passo. Meno improvvisazione, più intuizione. Meno correzioni dell’ultimo minuto, più responsabilità nelle scelte.

Alla fine è questo che lo rende ancora irresistibile: per una settimana la musica smette di essere solo ascoltata. Si gioca. E ogni decisione racconta qualcosa di chi la prende.

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