“L’ho fatto in mille pezzi”: Arisa racconta il momento più difficile per lei

Distruggere per ricominciare. Arisa racconta il gesto che ha cambiato tutto e arriva a Sanremo senza voltarsi indietro.

Sanremo, per Arisa, non è mai stato solo un ritorno. È sempre stato un passaggio. Un luogo in cui qualcosa finisce e qualcos’altro inizia, spesso senza che il pubblico se ne accorga subito. Anche questa volta l’arrivo all’Ariston non è una celebrazione, ma il punto di arrivo di un percorso più silenzioso e complesso.

Arisa al funerale di Ornella Vanoni
“L’ho fatto in mille pezzi”: Arisa racconta il momento più difficile per lei (AnsaFoto) – ferrarafestival.it

In gara si presenta in un momento particolare della sua carriera, lontano dalle etichette più rassicuranti e dalle versioni di sé che il pubblico ha imparato a riconoscere negli anni. Non è la prima volta che Arisa cambia pelle, ma questa volta il cambiamento sembra più netto. Meno estetico, più interiore.

Il brano che porterà al Festival arriva dopo un periodo di profonda riorganizzazione personale. Non come manifesto, ma come conseguenza. Arisa non ha mai nascosto che, per lei, la musica segue sempre ciò che accade prima. E quello che è accaduto, questa volta, è stato tutt’altro che semplice.

Negli ultimi mesi, parlando della sua vita e del suo rapporto con il passato, ha usato parole che raramente si sentono pronunciare con leggerezza. Parole che non cercano empatia, ma verità. Ed è proprio da lì che nasce questo racconto.

Il gesto di Arisa che segna una rottura col passato

Lo ha raccontato una prima volta in un’intervista a Vanity Fair, poi lo ha ribadito anche a La Repubblica, senza attenuarne il peso: Arisa ha spiegato di aver fatto in mille pezzi diari, appunti, testi. Materiale personale, accumulato negli anni, che non voleva più riconoscere come suo.

Non una crisi improvvisa, ma una decisione maturata nel tempo. Distruggere quelle pagine non è stato un atto di rabbia, ma un gesto di separazione. Un modo per prendere distanza da una versione di sé che non sentiva più autentica. Un passaggio doloroso, ma necessario.

Arisa saluta il pubblico con un bacio durante la presentazione di The Voice of Italy
Il gesto di Arisa che segna una rottura col passato (AnsaFoto) – ferrarafestival.it

Raccontarlo pubblicamente, per di più in due occasioni diverse, è un dettaglio che conta. Perché Arisa non lo ha fatto per costruire un racconto suggestivo, ma per chiarire una posizione. Dire che qualcosa è finito. E che non tutto ciò che viene dal passato merita di essere conservato.

Perché Sanremo arriva proprio adesso

È in questo contesto che la sua partecipazione al Festival acquista un significato diverso. Sanremo, per Arisa, non è mai stato il luogo della conferma, ma quello dell’esposizione. Un palco che obbliga a mostrarsi quando si è già attraversato qualcosa.

Arrivarci dopo aver distrutto simbolicamente una parte di sé significa accettare che il pubblico veda solo ciò che resta. Senza protezioni narrative. Senza il conforto di una storia già scritta. È una posizione scomoda, soprattutto per un’artista che ha spesso pagato il prezzo di essere percepita in modo parziale.

Negli anni Arisa ha dovuto fare i conti con immagini che non sentiva più sue, con aspettative che la precedevano, con ruoli assegnati prima ancora di poterli scegliere. Quel gesto – fare a pezzi i propri diari – è anche una risposta a tutto questo. Un modo per rimettere ordine, partendo dal vuoto.

Non un ritorno, ma un punto fermo

È per questo che parlare di “ritorno” sarebbe riduttivo. Arisa non torna indietro. Arriva avanti, dopo aver chiuso una porta. Sanremo diventa il luogo in cui questa scelta si rende visibile, non perché venga spiegata, ma perché non può più essere nascosta.

Il momento più difficile, quello che lei stessa ha definito tale, non è un capitolo da superare in fretta. È una linea di confine. Da una parte ciò che è stato. Dall’altra ciò che può ancora essere detto, senza più doverlo giustificare.

All’Ariston Arisa non porta un bilancio. Porta una conseguenza. Ed è forse questo, più di ogni previsione, a rendere la sua presenza una delle più interessanti di questo Festival.

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