Dargen D’Amico si è stancato: gli costerà più fatica, ma ora ha scelto come muoversi

Meno maschere, più attrito. A Sanremo Dargen D’Amico accetta la fatica di non essere più frainteso.

Sanremo, quando arriva, non fa sconti a nessuno. Amplifica i profili, schiaccia le sfumature, chiede posture nette. E per un artista come Dargen D’Amico, che ha sempre giocato sul confine tra ironia e spigolosità, tra distanza e coinvolgimento, il Festival non è mai stato un passaggio neutro.

DARGEN D’AMICOTRA I BIG DELLA 76ª EDIZIONE DEL FESTIVAL DI SANREMO
Dargen D’Amico si è stancato: gli costerà più fatica, ma ora ha scelto come muoversi (AnsaFoto) – ferrarafestival.it

La sua presenza in gara non nasce da una rincorsa al centro, ma da una scelta precisa. Arriva all’Ariston con una consapevolezza diversa rispetto al passato, in un momento in cui il suo rapporto con il pubblico e con il racconto che lo circonda sembra essersi spostato. Non meno complesso. Piuttosto più diretto.

Il brano che porterà a Sanremo si inserisce in questo percorso. Non come tentativo di semplificazione, ma come ulteriore esposizione. Dargen non ha mai nascosto di sapere che il palco del Festival richiede un prezzo: visibilità in cambio di chiarezza. E la chiarezza, per uno come lui, non è mai stata la via più comoda.

Negli ultimi anni la sua figura pubblica è cambiata. È diventata più riconoscibile, più citata, più presente nel dibattito generale. E con questa crescita è arrivato anche il rischio maggiore: essere ridotto a una maschera, a un’etichetta facile, a una lettura rapida. È qui che qualcosa si incrina.

Il momento in cui Dargen ha deciso di non essere più frainteso

In un’intervista rilasciata a Il Post, parlando del suo rapporto con l’esposizione mediatica e con la televisione, Dargen ha spiegato di essersi stancato di essere frainteso. Non di non essere capito subito, ma di vedere il proprio lavoro piegato a interpretazioni che non gli appartengono.

Italian singer Dargen D'Amico performs on stage at the Ariston theatre during the 74rd Sanremo Italian Song Festival, Sanremo, Italy, 10 February 2024. The music festival will run from 06 to 10 February 2024
Il momento in cui Dargen ha deciso di non essere più frainteso (AnsaFoto) – ferrarafestival.it

È una distinzione sottile, ma fondamentale. Essere capiti richiede tempo. Essere fraintesi è un’altra cosa. Ed è da questa stanchezza che nasce una decisione: accettare che il percorso sarà più faticoso, ma anche più fedele. Meno scorciatoie, meno ambiguità comode, più attrito.

Sanremo diventa allora il luogo ideale – e per questo rischioso – in cui mettere in pratica questa scelta. Perché l’Ariston non è il posto dell’allusione. È il posto dove tutto viene preso alla lettera, dove il messaggio arriva prima della sfumatura. E Dargen lo sa.

Perché questa scelta costa più fatica?

Muoversi così significa rinunciare a una parte di protezione. Significa esporsi senza l’alibi del personaggio, senza rifugiarsi nel non-detto. Per uno che ha sempre usato l’intelligenza laterale come scudo, è un cambio di postura evidente.

Negli anni Dargen ha spesso tenuto il pubblico a distanza di sicurezza. Ironia, nonsense, deviazioni continue. Ora sembra accettare l’idea che spiegarsi, a volte, sia più onesto che sorprendere. È una fatica diversa, meno appariscente, ma più profonda. E non è detto che porti consenso immediato.

Il Festival, in questo senso, non è un compromesso. È un banco di prova. Un luogo in cui il rischio non è tanto essere giudicati, quanto essere letti in modo definitivo. Dargen sembra arrivarci con una decisione chiara: se deve essere frainteso, non sarà per mancanza di chiarezza.

A Sanremo non per semplificarsi, ma per esporsi

È questa la chiave con cui leggere la sua partecipazione a Sanremo 2026. Non una normalizzazione, ma una presa di posizione. Dargen D’Amico si è stancato di giocare in difesa. Sa che la strada scelta è più accidentata, ma è anche l’unica che gli consente di restare coerente.

Sanremo non gli toglierà ambiguità. Gli toglierà le scuse. E forse è proprio da qui che nasce l’interesse vero per il suo percorso: nel momento in cui accetta che il controllo sarà parziale, ma la direzione finalmente sua.

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