Leo Gassman a Sanremo: prima c’è un suo film che dovete assolutamente vedere

Prima di applaudirlo sul palco dell’Ariston, c’è un Leo Gassmann diverso da scoprire: quello che abita il corpo e la voce di Franco Califano in un film Rai asciutto, emotivo, pieno di pieghe umane.

Quest’anno ci sarà anche l’atteso ritorno di Leo Gassmann a Sanremo. Ma prima c’è un suo lavoro che merita attenzione. Parliamo di “Califano”, film diretto da Alessandro Angelini e andato in onda l’11 febbraio su Rai 1, a ridosso del Festival. È un film per la tv, autoconclusivo. Non una serie. Questa distinzione conta. Perché impone scelte nette di sguardo e ritmo.

Leo Gassmann
Leo Gassman a Sanremo: prima c’è un suo film che dovete assolutamente vedere (AnsaFoto) – ferrarafestival.it

Il dibattito online si è acceso in fretta. C’è chi lo ha bollato come agiografico, chi come cupo. In realtà “Califano” prende una strada rischiosa. Evita la biografia a capitoli. Preferisce quadri, salti, immagini che costruiscono un carattere. Mostra il Califfo come uomo affamato di libertà. Tra amicizie, amori, scarti improvvisi. E come professionista lucidissimo in un’industria spigolosa.

Angelini non appesantisce. Tira una linea chiara. Evita l’enciclopedia, sceglie la sintesi. Inquadra la Roma di quegli anni senza cartolina. Strette stanze, luci basse, strade veloci. Gli eccessi ci sono, ma senza compiacimento. La galera c’è, ma non diventa spettacolo. Le cadute non tolgono spazio al lavoro di bottega: testi, revisioni, notti di carta.

E qui sta una parte della forza. Il film ricorda il cantautore e l’autore. Cita fatti importanti nella sua vita e nella sua carriera. “La musica è finita” (testo di Franco Califano, musica di Umberto Bindi) portata da Ornella Vanoni a Sanremo 1967, quarta. Allude a brani simbolo come “Tutto il resto è noia”, entrati stabilmente nel lessico popolare. Non tutte le tappe sono approfondite. Alcuni passaggi restano fuori campo. È una scelta, non una mancanza di rispetto.

Il peso specifico di Leo Gassmann nel biopic su Califano

Poi c’è la prova dell’interprete. Qui Leo Gassmann sorprende. Evita la caricatura. Lavora per sottrazione. La voce graffiata arriva senza trucco, i gesti non tradiscono l’epoca. Il carisma regge i primi piani. Ricorda che Leo non nasce dal nulla: è figlio d’arte, e ha già vinto Sanremo nelle Nuove Proposte nel 2020.

Leo Gassmann
Il peso specifico di Leo Gassmann nel biopic su Califano (AnsaFoto) – ferrarafestival.it

La musica ce l’ha nelle mani. La recitazione, invece, era una prima volta. Sui dettagli della preparazione non ci sono dati pubblici, ma in scena si avverte studio su timbro e cadenza. È credibile quando canta, ma lo è anche quando tace.

Se c’è un punto da fissare è questo: il film funziona perché l’attore tiene il centro. Un biopic vive o muore sul volto che sceglie. Qui la scelta è giusta. E la regia la protegge. Pochi ornamenti, molti silenzi, un montaggio che rispetta i respiri.

E allora, prima di giudicare Sanremo, fate un’ora e mezza con questo biopic. Guardate come un ragazzo di oggi attraversa un gigante contraddittorio di ieri. Poi tornate alla canzone. Vi suonerà diversa? Magari più ruvida, più vera. Come quando la notte finisce e nell’aria resta, sottile, una nota che non vuole andare via.

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