Vendono casa all’insaputa del proprietario: fate attenzione, può succedere anche questo

Una casa non sparisce. O almeno, così pensiamo. Eppure a Napoli l’hanno “venduta” mentre il proprietario era altrove. La storia è vera, concreta, con numeri e atti. E vale come promemoria per chi possiede un immobile e per chi sogna di comprarlo.

Presi quando stavano per incassare il saldo: avevano già avviato una vendita e ricevuto 95 mila euro. A Napoli le indagini hanno ricostruito passaggi, documenti, incontri. Non un raggiro lampo, ma un piano paziente per far passare per autentico ciò che autentico non era.

Agente immobiliare
Vendono casa all’insaputa del proprietario: fate attenzione, può succedere anche questo – ferrarafestival

Secondo gli inquirenti, alcuni immobili di ignari proprietari sarebbero stati messi in vendita con documenti falsi e procure costruite ad hoc. In certi casi l’appartamento era stato prima affittato a prestanome, per ottenere copie di bollette, accessi al condominio, dati utili a “imbastire” identità e titoli. Il resto lo faceva la fretta: prezzo allettante, appuntamenti ravvicinati, pressioni sul pagamento.

Qui sta il punto. L’idea che un immobile sia immobile vacilla. Il mattone non si muove, ma le carte sì. Chi orchestra queste truffe immobiliari usa identità contraffatte e procure apparentemente regolari. Presenta visure, certificati, bollette. Chiede una caparra, punta a un rogito veloce, cerca di eludere controlli o di condizionarli con urgenze create ad arte.

Come si costruisce la frode

Si individua un immobile “silenzioso”: proprietario assente, anziano, eredi lontani, casa vuota. Si raccolgono appigli: locazione fittizia, chiavi, bollette, dati di condominio. Si prepara una procura falsa o si mima il proprietario con documento contraffatto. Si propone una vendita casa senza consenso a un prezzo sotto mercato, si incassa caparra e si spinge per chiudere.

I proprietari lontani, chi non passa mai dall’immobile, chi non aggiorna la cassetta della posta o non parla con l’amministratore. A rischio anche le seconde case sfitte e gli appartamenti di anziani soli. Non perché “può capitare a chiunque”, ma perché l’assenza genera zone d’ombra che i truffatori sfruttano.

Attenzione ai segnali: Richiesta di pagare caparre elevate su conti di terzi, urgenze non motivate, rifiuto di far verificare la procura presso il notaio che l’avrebbe emessa, incongruenze tra documento d’identità e atti. Il controllo va fatto prima, non dopo: visura ipotecaria aggiornata, confronto diretto con il vero proprietario, verifica dell’originale della procura in studio notarile, scelta del notaio da parte dell’acquirente.

Una vendita con documenti falsi è nulla. Il proprietario, però, si trova comunque in salita: deve far cancellare atti e trascrizioni, affrontare cause, fermare eventuali nuovi passaggi. Mesi, a volte anni. I danni, qui, non sono solo economici.

E l’acquirente? Spesso è la prima vittima: perde caparre, anticipo, talvolta si espone con un mutuo che non porta a nulla. Il proprietario subisce costi legali, stress, talvolta occupazioni abusive temporanee. Due danni, diversi ma reali.

Cosa fare, concretamente

Fissare un monitoraggio periodico su visure e ipoteche (servizi pubblici e privati esistono), avvisare l’amministratore di condominio di segnalare movimenti sospetti, custodire con cura copie di documenti e atti, evitare di consegnare originali. Se sorge un dubbio, segnalare subito alle forze dell’ordine e incaricare un legale di trascrivere la pendenza della lite per bloccare ulteriori passaggi. Nei preliminari, pagare solo su conti intestati al venditore e dopo verifiche del notaio.

Il caso della truffa casa a Napoli mostra che la prudenza non è diffidenza: è manutenzione del proprio patrimonio. Conoscere questi meccanismi non azzera il rischio, ma lo riduce drasticamente. È come lasciare una luce accesa nell’androne: non impedisce il buio, ma scoraggia chi ci vede bene proprio quando gli altri non guardano.

Gestione cookie