Non solo film da guardare. A Giffoni si entra per scegliere, discutere e scoprire cosa significa partecipare davvero.
Giffoni non è un festival da vivere restando seduti. Non basta entrare in sala, guardare un film e uscire. Qui il meccanismo è diverso, più coinvolgente, a tratti anche più impegnativo. Il cuore dell’esperienza sono le giurie, perché a Giffoni i ragazzi non assistono soltanto: vedono, discutono, votano. In altre parole, passano da spettatori a parte attiva del festival.

L’edizione 2026 si svolgerà dal 17 al 25 luglio a Giffoni Valle Piana. Per chi vuole partecipare come giurato, le candidature sono state aperte a fine novembre 2025 e la scadenza indicata è il 25 gennaio 2026. La procedura passa dal sito ufficiale del festival, dove sono disponibili regolamenti e moduli. Il primo passo è semplice ma decisivo: scegliere la sezione corretta in base all’età.
Le sezioni, le età e cosa aspettarsi davvero
Il festival è organizzato per fasce anagrafiche, perché il modo di guardare un film cambia con l’età. Le sezioni “Elements” riguardano i più piccoli, con categorie come +3, +6 e +10. Le sezioni “Generator” sono dedicate ai più grandi, con +13, +15 e +18. Ogni fascia ha un programma pensato apposta, film adeguati e momenti di confronto calibrati. Qui nessuno viene trattato come pubblico di passaggio: il giudizio dei ragazzi è preso sul serio.
Il Festival di Giffoni e i grandi del passato: quella frase di Truffaut che è un manifesto
Chi dovrebbe valutare la candidatura. Prima di tutto ragazzi e ragazze che amano il cinema e vogliono capire come si costruisce un’opinione, non solo esprimerla. Ma anche chi è semplicemente curioso, chi vuole mettersi alla prova nel parlare in pubblico, nel confrontarsi con coetanei, nel sostenere un punto di vista. Non serve arrivare con competenze tecniche: serve la disponibilità a partecipare davvero.
È importante essere chiari anche sugli aspetti pratici. Giffoni è un festival vero, con orari da rispettare, proiezioni a ritmo serrato, incontri, spostamenti e giornate lunghe. Fare il giurato significa prendersi una responsabilità e mantenerla per tutta la durata dell’evento. Non è una vacanza organizzata, è un’esperienza intensa. Proprio per questo, però, lascia qualcosa di concreto.
Molti partecipanti raccontano che il valore non sta solo nei film visti o negli ospiti incontrati. Sta nell’abitudine a motivare una scelta, ad ascoltare chi non la pensa allo stesso modo, a rivedere la propria posizione. In un contesto protetto ma reale, questo esercizio diventa una palestra di pensiero.
La domanda giusta da porsi prima di candidarsi non è “sarò selezionato?” o “chi incontrerò?”. È più semplice e più onesta: “sono disposto a stare dentro un’esperienza collettiva, impegnativa, per nove giorni?”. Se la risposta è sì, Giffoni tende a ripagare. Non sempre con la foto ricordo, spesso con qualcosa di più duraturo: un modo diverso di guardare e di parlare.





