Una data da cerchiare e un tema che punge. A luglio Giffoni torna a farsi ascoltare, tra cinema, domande e incontri che restano.
Il calendario culturale è pieno di appuntamenti che promettono molto e mantengono il giusto. Giffoni è uno di quei casi rari in cui basta una data per capire che l’esperienza sarà diversa. Dal 17 al 25 luglio 2026, Giffoni Valle Piana torna a essere il centro di un mondo che parla ai ragazzi usando il cinema come linguaggio comune.

In quei nove giorni, un paese della provincia di Salerno cambia ritmo. Le strade si riempiono di giovani provenienti da tutta Italia e dall’estero, le sale diventano luoghi di confronto e non solo di visione, e le attese fuori dai cinema si trasformano in discussioni spontanee. A Giffoni non si corre solo per entrare a una proiezione, si resta per parlare di ciò che si è visto. È una differenza sottile, ma decisiva.
L’edizione 2026 ha già un tema ufficiale: “Le cose impossibili”, con il titolo internazionale “The Impossible Things”. Non è uno slogan ornamentale. L’impossibile, a Giffoni, è una lente. Serve a interrogare ciò che sembra irraggiungibile, ma anche ciò che spaventa o blocca. È un tema che dialoga direttamente con l’età dei giurati, perché crescere significa proprio misurarsi con limiti, aspettative e tentativi che non sempre vanno a buon fine.
Il contesto geografico è parte integrante dell’identità del festival. Giffoni Valle Piana non è una grande città e non aspira a diventarlo. Proprio per questo l’esperienza si concentra, si riconosce, si amplifica. Il paese diventa un luogo-mondo, in cui ci si incontra più volte al giorno e le relazioni si costruiscono senza dispersione. È uno spazio che favorisce l’ascolto, anche quando le giornate sono piene e stancanti.
L’idea vincente del Giffoni: i ragazzi non sono pubblico passivo
Dal punto di vista storico, il Giffoni Film Festival nasce con un’idea che non ha perso forza: i ragazzi non devono essere pubblico passivo, ma protagonisti. Sono loro a comporre le giurie, a vedere i film in concorso, a discuterli e a votarli. Questa impostazione cambia tutto, perché sposta il baricentro dalla promozione alla partecipazione. Le conversazioni non sono un contorno, sono parte della sostanza del festival.
Il Festival di Giffoni e i grandi del passato: quella frase di Truffaut che è un manifesto
Sul piano organizzativo, la macchina è già avviata. Le candidature per le giurie 2026 sono state aperte a fine novembre 2025, con scadenza indicata al 25 gennaio 2026. Le sezioni restano quelle consolidate, divise per fasce di età, mentre il programma dettagliato e gli ospiti verranno annunciati più avanti, come da tradizione. Ma la data è già una certezza, ed è sufficiente per orientare scelte e aspettative.
Segnarsi quei giorni non significa solo programmare una presenza. Significa scegliere un’esperienza in cui il cinema diventa uno strumento per mettersi in gioco, per ascoltare e per essere ascoltati. A Giffoni l’impossibile non è una parola grossa. È una domanda aperta, condivisa, che per nove giorni smette di fare paura e diventa un esercizio collettivo.





