Indossi gli occhiali, il mondo esterno scompare. Sentì il ronzio, il respiro si allinea al beccheggio. Il paesaggio non è più “là fuori”: sei dentro il volo.
C’è chi cerca immagini perfette e chi vuole sentirsi a un metro dall’asfalto. Il DJI FPV nasce per entrambe le cose, ma parla prima di tutto a chi sogna il punto di vista del pilota.

Non è il classico drone automatico: qui contano la First-Person View e la confidenza con la velocità. Il cuore dell’esperienza è la camera integrata che trasmette in tempo reale agli occhiali FPV, con ritardo minimo, così la mano sul comando segue l’istinto e non un monitor distante.
Un drone FPV invia al visore un flusso video fluido e reattivo: in pratica, vedi ciò che “vede” il muso del velivolo. Nel caso del DJI, la trasmissione digitale a bassa latenza arriva fino a 810p/120 fps negli occhiali, con ritardi nell’ordine di decine di millisecondi dichiarati. Risultato: traiettorie precise, porte strette, curve pulite. Non serve essere “da gara” per apprezzarlo: anche a velocità media, la sensazione di presenza è sorprendente.
La camera registra in risoluzione 4K/60 fps fino a 120 Mbps, con profilo colore D-Cinelike e stabilizzazione elettronica RockSteady. L’ottica f/2.8 offre grandangolo 150°: ampia, immersiva, poco distorsiva per la categoria. Il sensore è da 1/2.3″ e 12 MP: non è una cinecamera da full frame, ma è pensato per la dinamica. Se cerchi rallenty, c’è 1080p fino a 120 fps. Il compromesso è onesto: nitidezza buona, rolling shutter ben controllato, look vivo. In mano, le clip hanno quell’energia che i droni “classici” spesso smussano.
Qui il DJI FPV gioca su due tavoli. Da un lato, riprese “cine” in modalità Normal o Sport: traiettorie morbide, paesaggi, follow puliti. Dall’altro, il brivido del Manual (M): beccheggio libero, rollio, linee tese, cambi di quota istantanei. La frenata d’emergenza con hover e il Return to Home aiutano quando l’adrenalina supera il margine. Con il Motion Controller opzionale, inclini la mano e il drone segue il gesto: intuitivo, quasi ludico, ma non un sostituto della curva fine su stick.
Cosa valutare prima di decollare
Autonomia: fino a 20 minuti dichiarati; in uso reale FPV, 12–16 sono più realistici. Le batterie extra non sono un vezzo.
Controllo: tre modalità (Normal, Sport, Manual). Il passaggio a M richiede ore di simulatore e campo aperto. Gli occhiali affaticano chi non è abituato: fai pause.
Regolamenti: in UE, l’FPV non è VLOS; serve un osservatore che mantenga la linea visiva. In Italia, registrazione, assicurazione e attestato per la categoria d’uso sono requisiti comuni; verifica le zone e i limiti locali prima del decollo. Il peso del DJI FPV è di circa 795 g: incide sulla categoria operativa.
Ambiente: vento, interferenze, folla. Vola in aree ampie e pulite. Evita persone e proprietà.
Obiettivi: vuoi la clip cinematica o il brivido? La risposta guida impostazioni, location e modalità.
Se vuoi passare a FPV, inizia dal simulatore, poi vola in Normal per familiarizzare con gli occhiali. Procedi a Sport, infine a Manual, con un amico come spotter. Un giorno, mentre sfiori il bordo di una collina e il sole taglia la lente a 150°, capirai che non stai “guardando” un volo: lo stai vivendo. Ti fidi dei tuoi occhi?





